Dom 12/04 | 15.00 | CLUB 3
Le immagini mostrano il tentativo di realizzare un ritratto cinematografico della poetessa catalana Lala Blay, che ho lasciato incompiuto 20 anni fa.
Lei legge le sue poesie nel giardino della casa dei suoi genitori, riflette, aspetta, a volte si dispera, ride e passeggia nel bosco... Vediamo diversi angoli del giardino, alberi, gatti, tanti gatti, montagne, ombre e fantasmi. Ci sono anche altre immagini che hanno un'affinità con quelle che ho girato un tempo: frammenti di film, libri e poeti, pittori, dipinti... che ancora mi perseguitano. C'è anch la musica e c'è la perdita... e persino una sorta di magia.
Mentre le immagini si susseguono, mi siedo davanti allo schermo e leggo il mio testo. Un monologo... o è un dialogo? Con le immagini? Con la poesia? Con il pubblico? Racconto perché volevo girare Lala e ipotizzo perché non ci sono riuscito. Cosa significa fare immagini? E se creare immagini non fosse altro che riconoscerle come un luogo di affetto e appartenenza? Un luogo che potremmo chiamare casa? E se questo legame fosse spezzato? Questa canzone d'amore è un tentativo di tornare alle immagini che un tempo amavi e a cui appartenevi. È un saggio per ritrovare la voce perduta e una riflessione sulla possibilità di creare di nuovo qualcosa. È un film che può esistere solo se lo racconto.

