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Il Bolzano Film Festival Bozen (BFFB) è un progetto avviato nel 1987 con l’obiettivo di portare cinematografie di paesi confinanti in un territorio che si stava aprendo al mondo, valorizzando allo stesso tempo le produzioni cinematografiche indipendenti locali.

Il BFFB è ripartito da qualche mese con una nuova direzione, un nuovo consiglio di amministrazione alle spalle e la voglia di reinventarsi considerando la specificità di un territorio come l’Alto Adige / Südtirol. Ripensando quindi il Festival nel suo contesto locale ma sicuramente anche regionale, nazionale ed internazionale.

Qual è la funzione di un Festival del cinema al giorno d’oggi`? O meglio qual è la funzione dei Festival di piccole o medie dimensioni? Quale rapporto si instaura con il territorio in cui si trova, con la città? Certamente non si può trattare di un’istituzione che esaurisce la sua funzione presentando un programma (certamente) forte di cinema contemporaneo (e non solo).

Il BFFB è nato e cresciuto in una città di rara vivacità culturale. Non potrà che trattarsi quindi di un Festival aperto, in qualche modo ibrido, di una realtà inserita in una intensa rete di collaborazioni con le numerose istituzioni e iniziative che operano sul territorio, tessere di un mosaico multiforme che mette in evidenza ambiti confinanti come cultura, evoluzione artistica e innovazione sociale. Un Festival come esperimento?

Sicuramente un Festival, mai come in questo momento, alle prese con un universo dell’audiovisuale in perenne transizione, può affermarsi solamente a patto di costruire un’identità forte. E molteplice.

Ci immaginiamo il BFFB come un laboratorio capace di attrarre il pubblico ma anche il mondo delle professioni che compongono l’universo della produzione e della fruizione, del cinema non ancora esistente e di quello esistente. Un incubatore di relazioni e mestieri del cinema.

Ma cosa vuol dire parlare di identità oggi, per un festival? Identità, funzione, obiettivi, contestualizzazione geografica. Si tratta di organismi che non possono essere statici e sono invece in perenne movimento. La conoscenza ed il confronto con il proprio mondo passano necessariamente con il dialogo, l’indagine di mondi estranei, con il fuori da sé. Anche nel cinema quindi sempre più spesso identità, interessi, specificità etniche, si mischiano, sfuggono a facili categorizzazioni.

Certo stiamo parlando di un processo di sviluppo, che non può esaurirsi nello spazio di un primissimo anno della sua nuova esistenza. Costruire un’esistenza, costruire un’identità. Ci stiamo lavorando.